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[Gambero Rosso – 20.06.16] Torino città veg friendly. Il programma dell’Appendino e cosa pensano i ristoratori in città.

Fa già discutere la scelta della neo-giunta 5 Stelle, che si propone di promuovere la dieta vegana e vegetariana per salvaguardare ambiente, salute e animali. A partire dalle scuole. Ma chi lavora nel settore che dice?

Le reazioni. Vegan e creativo si può: Soul Kitchen

Come la pensa chi lavora nel settore? Da tre anni Luca Andrè è lo chef di Soul Kitchen Vegan&Raw Restaurant, che sull’alternativa vegana ha costruito una proposta gastronomica fuori dagli schemi, obiettivo primario fare buona cucina, senza preconcetti o stereotipi: “Statisticamente Torino è la città più vegana d’Italia e una delle prime in Europa dopo Londra e Berlino. E quando 10 anni fa sono arrivato in città quest’apertura già si percepiva. Ora l’appoggio dell’Appendino non può che farci piacere, certo dovremo vedere cosa si riuscirà a combinare in concreto, non è facile sostenere una scelta spesso ridicolizzata, quando invece parliamo anche di salute, ambiente e sostenibilità”.

Insomma, la città è molto ricettiva e la clientela (trasversale) non manca, anche per merito della professionalità dei ragazzi di Soul Kitchen (che ci aveva caldamente consigliato il barman Dennis Zoppi per la nostra guida del mangiar bene a Torino fatta dagli chef): “La cucina vegana non è solo gastronomia e piatti senza personalità. La nostra sfida è quella di lavorare su una cucina espressa, siamo 7 persone in brigata e 4 in sala. Lavoriamo per migliorarci ed essere d’esempio”. Come può aiutare il sostegno dell’amministrazione? “Sarebbe molto intelligente lavorare nelle scuole. Si parla di far girare testimonianze video di sensibilizzazione, insomma non il solito programma all’italiana. Per un’alternativa veg nelle mense scolastiche, invece, temo si dovrà ancora aspettare”.

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